lunedì 12 gennaio 2015

Marotta: "Ogni qualvolta vinciamo contro una squadra blasonata veniamo sempre tacciati di rubare"

Marotta ai microfoni Sky dopo Napoli 1-3 Juventus (15.01.2015)
Marotta: "Ogni qualvolta vinciamo contro una squadra blasonata veniamo sempre tacciati di rubare"

mercoledì 27 agosto 2014

Athletic Bilbao - Napoli probabili formazioni

Athletic (4-2-3-1) 
Iraizoz; De Marcos, Gurpegi, Laporte, Balenziaga (Iraola); Mikel Rico, Iturraspe; Susaeta, Benat, Muniain; Aduriz

Napoli (4-2-3-1) 
Rafael; Maggio, Albiol, Koulibaly, Ghoulam; Jorginho, Inler (Gargano); Callejon, Hamsik, Mertens (Insigne); Higuain

lunedì 5 maggio 2014

Intervista a Genny 'a carogna

«State sbagliando: non è di me che dovete preoccuparvi, ma del ragazzo che è stato ferito»: Genny ’a carogna, o meglio Gennaro De Tommaso, racconta in questa intervista la serata della finale di Coppa Italia, vista dalla sua prospettiva.

Come è andata veramente sabato a Roma? 
«Quelle che sono state scritte sono tutte sciocchezze. Hamsik è venuto da noi solo per rassicurarci sulle condizioni del nostro amico, per dirci che stava meglio, che poteva farcela. Lo stesso messaggio che ci hanno dato le forze dell’ordine. Noi abbiamo parlato con tutti con calma e rispetto, senza minacce o provocazioni. Non c’è stata alcuna trattativa tra la Digos e la curva partenopea sull’opportunità di giocare o meno la partita. Il resto sono invenzioni dei giornalisti».

Quindi nessuna trattativa? 
«Ovviamente no. Quello che è successo sabato è inaudito, non era mai accaduto che qualcuno sparasse ai tifosi. Di tutto questo sembra non importare niente a nessuno. Ma a noi sì, a noi interessa. Ed è per questo che abbiamo deciso di rinunciare alla coreografia che avevamo organizzato e che ci era costata quindicimila euro. E la stessa cosa hanno fatto anche i supporter della Fiorentina. Come avremmo potuto srotolare gli striscioni, e cantare, e ballare quando uno di noi era in fin di vita? Ci siamo rifiutati di farlo. Ma non abbiamo minacciato nessuno e non abbiamo detto di non giocare. Né avremmo avuto il potere per farlo. Noi non possiamo decidere nulla».

E quella maglietta che inneggia all’assassino di Raciti, non è un gesto di sfida? 
«No, anzi. L’unica cosa importante di questa storia ormai è diventata la maglietta che io e gli altri tifosi indossiamo. ”Speziale libero” c’è scritto. Ma attenti: la maglietta è in onore di una città dove abbiamo tanti amici e nei confronti di un ragazzo che sta chiedendo attraverso i suoi legali la revisione del processo. È una richiesta di giustizia, non un’offesa contro una persona deceduta o contro i suoi familiari».


fonte intervista: Il Mattino

domenica 4 maggio 2014

Un tifoso napoletano: «Salvi perché quello si è sparato sulla gamba»

«Siamo arrivati nel parcheggio e ci siamo incamminati verso l'Olimpico. Appena siamo usciti dal parcheggio siamo stati assaltati dai fumogeni e bombe carta. A un certo punto abbiamo sentito degli spari e abbiamo visto Ciro che si accasciava a terra. Gridava "aiuto mi hanno sparato in petto"».

Queste le parole di un testimone oculare e amico del tifoso napoletano ferito nella sparatoria che ha preceduto la partita di Coppa Italia, Fiorentina-Napoli, ieri all'Olimpico, a Sky Tg24Hd. «Eravamo una decina di amici, con biglietti acquistati regolarmente - aggiunge - Ci hanno assalito, erano incappucciati o con caschi e passamontagna, ci hanno caricati e poi sono scappati. Erano in 6 o 7, sono usciti da una stradina privata con un cancello, da lì hanno iniziato a lanciarci gli oggetti, ma non solo verso di noi. C'erano anche bambini, famiglie. Non possono dire che non sia stata una cosa premeditata, perchè per lanciare fumogeni, bombe carta e puntare una pistola, vuol dire che tu sei andato lì con l'intento di sparare».

Poi il soccorso all'amico Ciro: «Ci ha raccontato che uno gli aveva detto "fermo che ti sparo". Noi ci siamo salvati perchè lui cadendo si è sparato da solo nella gamba ed è stato assaltato e aggredito. Ciro è stato lì in terra agonizzante minimo un'ora eppure l'ambulanza stava all'Olimpico - ha continuato - Poteva esserci un bambino che cadeva o un anziano che si sentiva male, lì un'autoambulanza ci doveva essere. Adesso vogliono strumentalizzare la cosa dicendo che Ciro apparteneva alla camorra perchè è di Scampia. Ciro è una bravissima persona, lavora nell'autolavaggio di famiglia, lui e gli altri due fratelli, dalla mattina alla sera. Non hanno mai fatto niente e non si merita di finire così. Perchè non si può morire per una partita di pallone», ha concluso. Fonte: Il Mattino

Tifosi napoletani e fiorentini contro la Juve

sabato 3 maggio 2014

Giornalista portoghese: "La Juventus è il club più corrotto"

Un  giornalista portoghese, durante un programma televisivo, si è lasciato andare a pesanti accuse nei confronti della Juventus: ne ha per tutti, da Conte a Moggi citando tutti i passaggi della storia recente. Guardate questo video.

giovedì 17 aprile 2014

De Maggio caccia conduttrice a Goal Show

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